Tentato omicidio in piazza Mazzini: il magrebino rimane in carcere

Non solo rimarrà in carcere, ma continuerà - almeno per il momento - a dover rispondere del reato di tentato omicidio (oltre che di rapina e resistenza a pubblico ufficiale). E' quanto ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Salvatore Catalano in riferimento al magrebino, classe 1981, tratto in arresto nella nottata di sabato dopo essersi reso responsabile del ferimento di un connazionale a colpi di tanaglia in piazza Mazzini, nel cuore di Lecco.
Ieri, in Tribunale, il marocchino aveva optato per fornire la propria versione dei fatti, spiegando di aver incontrato la controparte per farsi riconsegnare uno zainetto che gli era stato rubato giorni prima, avendo poi una colluttazione con lo stesso originata da ingiurie che la vittima avrebbe proferito all'indirizzo della madre (defunta) del 45enne. Quest'ultimo, come si vede anche in un video girato da una lecchese, avrebbe poi colpito ripetutamente alla testa quell'altro, ospedalizzato poi in codice giallo al Manzoni per le cure del caso.
Se la Procura, nella persona del sostituto Pasquale Gaspare Esposito, ieri aveva chiesto la convalida dell'arresto e l'applicazione a carico dello straniero della misura cautelare del carcere, il difensore aveva insistito affinché il dottor Catalano rivedesse l'incolpazione, ritenendo insussistente il tentato omicidio in favore invece del reato di lesioni, per le ferite provocate alla persona offesa.
Nessun "ritocco" è stato invece disposto una volta sciolta, dal giudice, la riserva, con il 45enne che attenderà dietro le sbarre il proseguo dell'iter giudiziario.
A.M.
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