Valgreghentino: concede all'amico un giro di prova della sua BMW, si schiantano. Morti i giovani Matteo e Tarek
Gli occhi elettronici avrebbero ripreso per buona parte l'accaduto, immortalando la BMW arrivare a velocità sostenuta, per poi sbandare, centrare un idrante fino a "eradicarlo" e poi, a una settantina di metri di distanza dall'inizio della carambola, andare a schiantarsi contro lo spigolo di un capannone della Tamil, storica azienda specializza nella tornitura del legno insediatasi nel 2019 negli spazi dell'ex Nord Dolciaria. Un botto devastante, con l'abitacolo del bolide sportivo, una M3 nera, in un amen divenuto trappola mortale per i due occupanti.


Tragedia nella serata di ieri, sabato 5 settembre, a Valgreghentino. Mancavano pochi minuti dalle 21 quando il buio appena calato dopo l'ennesimo tramonto dai colori della poesia, lungo via Aldo Moro è stato rotto dai lampeggianti dei mezzi di soccorso: in posto, in rapida successione, sono confluite due ambulanze, l'automedica, i vigili del fuoco e la pattuglia di servizio dei Carabinieri della Stazione di Olginate, con il Comandante Leonardo Casella poi giunto personalmente dinnanzi alla Tamil, in supporto ai suoi militari.


Il dramma era già compiuto, con due giovani vite spezzate tra le lamiere accartocciate dell'unica vettura coinvolta in un sinistro "autonomo", come si usa dire in gergo, escludendo il concorso di altri veicoli. Il conducente, insomma, ha fatto tutto da solo, perdendo il controllo del mezzo, senza riuscire a frenare in tempo per evitare l'impatto che ha posto fine alla corsa gettando nel dolore la sua famiglia e quella del suo passeggero.


Nell'incedente sono deceduti Matteo Mamone, classe 1999, di Valgreghentino e Tarek Amari, 25 anni, origini marocchine, casa a Brivio. I due, stando a quanto ricostruito dagli amici, subito arrivati, in gran numero, in via Aldo Moro - prontamente chiusa al traffico con l'intervento della Protezione Civile attivata dal sindaco Matteo Colombo, anch'egli accorso sullo scenario dello schianto - sembrerebbe fossero impegnati in un "giro prova": il proprietario pare avesse ceduto il volante a quell'altro, permettendogli di testare la sua bella macchina. Non sono mai tornati al punto di partenza.
Lancinanti le urla di dolore dei loro famigliari. "Non può essere successo, non può essere successo" ha ripetuto più volte, squarciando il silenzio surreale calato sul luogo dell'incidente, la mamma di Matteo, che tra quindici giorni avrebbe compiuto 27 anni. E', invece, tutto drammaticamente vero, purtroppo.


Tragedia nella serata di ieri, sabato 5 settembre, a Valgreghentino. Mancavano pochi minuti dalle 21 quando il buio appena calato dopo l'ennesimo tramonto dai colori della poesia, lungo via Aldo Moro è stato rotto dai lampeggianti dei mezzi di soccorso: in posto, in rapida successione, sono confluite due ambulanze, l'automedica, i vigili del fuoco e la pattuglia di servizio dei Carabinieri della Stazione di Olginate, con il Comandante Leonardo Casella poi giunto personalmente dinnanzi alla Tamil, in supporto ai suoi militari.


Il dramma era già compiuto, con due giovani vite spezzate tra le lamiere accartocciate dell'unica vettura coinvolta in un sinistro "autonomo", come si usa dire in gergo, escludendo il concorso di altri veicoli. Il conducente, insomma, ha fatto tutto da solo, perdendo il controllo del mezzo, senza riuscire a frenare in tempo per evitare l'impatto che ha posto fine alla corsa gettando nel dolore la sua famiglia e quella del suo passeggero.


Nell'incedente sono deceduti Matteo Mamone, classe 1999, di Valgreghentino e Tarek Amari, 25 anni, origini marocchine, casa a Brivio. I due, stando a quanto ricostruito dagli amici, subito arrivati, in gran numero, in via Aldo Moro - prontamente chiusa al traffico con l'intervento della Protezione Civile attivata dal sindaco Matteo Colombo, anch'egli accorso sullo scenario dello schianto - sembrerebbe fossero impegnati in un "giro prova": il proprietario pare avesse ceduto il volante a quell'altro, permettendogli di testare la sua bella macchina. Non sono mai tornati al punto di partenza.
Lancinanti le urla di dolore dei loro famigliari. "Non può essere successo, non può essere successo" ha ripetuto più volte, squarciando il silenzio surreale calato sul luogo dell'incidente, la mamma di Matteo, che tra quindici giorni avrebbe compiuto 27 anni. E', invece, tutto drammaticamente vero, purtroppo.
A.M.





















