Lecco: credo diversi, al centro islamico, per il saluto al giovane Tarek
"Questa è la casa di Dio e di tutti noi. Entrate pure, non c'è nessun obbligo. Chiediamo solo di togliere le scarpe". In tanti hanno aderito alla proposta. Altri hanno optato, come a tutti i funerali, per rimanere fuori, stretti l'uno all'altro, aspettando la partenza del carro funebre per l'ultimo viaggio terreno del loro giovane amico, diretto, come altri due fratelli musulmani ricordati nel corso della stessa funzione, verso il luogo della sepoltura e dunque verso il cimitero bergamasco di via per Anzano San Paolo, dove fedeli di credo diverso riposano nello stesso grande spazio, nel rispetto delle religioni di tutto.

Commosse e partecipate, quest'oggi, le esequie di Tarek Aamari, il giovane elettricista di origini marocchine, cresciuto a Olginate, morto una settimana fa nell'abitacolo della sua BMW andata a schiantarsi contro un muretto in via Aldo Morto a Valgreghentino. Al volante c'era il 25enne Matteo Mamone, a cui amici, conoscenti e famigliari hanno tributato due giorni fa l'addio, nella parrocchiale che sovrasta il luogo dell'incidente.

In questo sabato sospeso tra estate e autunno, è stato invece il Centro Culturale Islamico di Corso Promessi Sposi a Lecco ad ospitare la funzione di commiato per "Tak", all'indomani di quello che sarebbe stato il suo ventinovesimo compleanno.

Ad accogliere gli intervenuti, dinnanzi all'uscio del capannone dell'associazione La Città, il presidente del sodalizio stesso e il padre del giovane che, esattamente come mercoledì dopo la fiaccolata promossa a Valgreghentino, ha voluto esprimere, con pochi, semplici, gesti, riconoscenza a tutti al termine delle preghiere, recitate in arabo, alla presenza dell'Iman, mentre la consorte, straziata dal dolore, si è stretta in un ultimo, infinito, abbraccio alla bara del suo Tarek, circondata dalle donne della famiglia ma anche da tante altri madri e ragazzine, alcune velate quale gesto - non richiesto - di rispetto verso la religione islamica e il luogo della cerimonia. 
Sala, tra l'altro, frequentata regolarmente, specie durante il Mese sacro, dallo stesso Tarek e dal padre, come sottolineato dal presidente dell'Associazione, ricordando con parole d'affetto anche Matteo, alla presenza di mamma Magda. La morte, è stato detto, è parte del nostro percorso. Arriverà per tutti, senza sapere quando. Con la certezza che dopo di essa, ci ritroveremo.





















