Primo assaggio della ricerca del MEAB su Biglio e Angelo Cazzaniga
Domenica 20 settembre, nel pomeriggio, il Museo Etnografico dell’Alta Brianza (MEAB) — con sede in località Camporeso a Galbiate — ha ospitato un’anteprima della ricerca etnografica svolta da Massimo Pirovano e Giosuè Bolis a Biglio, nel comune di Valgreghentino, dal titolo 'Una storia rurale nelle colline in Brianza'.
Per i non addetti ai lavori, ricordiamo che l’etnografia è il metodo di ricerca adottato dall’antropologia culturale. Consiste nello studio approfondito di determinate pratiche all’interno di un gruppo umano, reso possibile solo attraverso l’osservazione partecipante e una condivisione quotidiana o, per lo meno, prolungata nel tempo.

Il progetto “Una storia rurale nelle colline in Brianza”, realizzato grazie al contributo economico di Regione Lombardia, Parco Monte Barro, Comune di Valgreghentino e Fondo di Valgreghentino, servirà ad arricchire le raccolte audiovisive del MEAB e dell’Archivio di Etnografia e Storia Sociale di Regione Lombardia (AESS), oltre a sensibilizzare i visitatori del museo e la cittadinanza sul valore dei patrimoni culturali meno conosciuti.

Il protagonista della ricerca è Angelo Cazzaniga (classe 1954), ultimo abitante nativo di Biglio. Cresciuto in una famiglia contadina, ha lavorato come operaio specializzato per una vita ma senza abbandonare le pratiche tradizionali dell’ambiente rurale, che continua a vivere.
L’indagine e la documentazione che si sta realizzando riguardano quindi le sue abitudini, solo apparentemente individuali, tra campi e boschi attorno al borgo di Biglio, nelle diverse stagioni, da cui emergono le sue molteplici abilità tecniche e le sue conoscenze acquisite, fin dall’infanzia in famiglia e nella piccola comunità.

Durante il pomeriggio, in una Sala Leydi gremita di Amici dei Musei e appassionati, sono stati proiettati alcuni estratti video del documentario finale.
Tra i temi presentati attraverso le riprese di Giosuè Bolis figurano il borgo di Biglio ieri e oggi, la festa del primo maggio, la fienagione, la pratica dell’innesto, la cura delle viti, la battitura e la raccolta delle castagne, oltre alla valorizzazione di un’ampia varietà di frutti antichi.

Al termine della presentazione, il pubblico ha potuto rivolgere domande al protagonista, condividendo curiosità, conferme e suggerimenti
Per i non addetti ai lavori, ricordiamo che l’etnografia è il metodo di ricerca adottato dall’antropologia culturale. Consiste nello studio approfondito di determinate pratiche all’interno di un gruppo umano, reso possibile solo attraverso l’osservazione partecipante e una condivisione quotidiana o, per lo meno, prolungata nel tempo.

Massimo Pirovano e Angelo Cazzaniga
Il progetto “Una storia rurale nelle colline in Brianza”, realizzato grazie al contributo economico di Regione Lombardia, Parco Monte Barro, Comune di Valgreghentino e Fondo di Valgreghentino, servirà ad arricchire le raccolte audiovisive del MEAB e dell’Archivio di Etnografia e Storia Sociale di Regione Lombardia (AESS), oltre a sensibilizzare i visitatori del museo e la cittadinanza sul valore dei patrimoni culturali meno conosciuti.

Il protagonista della ricerca è Angelo Cazzaniga (classe 1954), ultimo abitante nativo di Biglio. Cresciuto in una famiglia contadina, ha lavorato come operaio specializzato per una vita ma senza abbandonare le pratiche tradizionali dell’ambiente rurale, che continua a vivere.
L’indagine e la documentazione che si sta realizzando riguardano quindi le sue abitudini, solo apparentemente individuali, tra campi e boschi attorno al borgo di Biglio, nelle diverse stagioni, da cui emergono le sue molteplici abilità tecniche e le sue conoscenze acquisite, fin dall’infanzia in famiglia e nella piccola comunità.

Durante il pomeriggio, in una Sala Leydi gremita di Amici dei Musei e appassionati, sono stati proiettati alcuni estratti video del documentario finale.
Tra i temi presentati attraverso le riprese di Giosuè Bolis figurano il borgo di Biglio ieri e oggi, la festa del primo maggio, la fienagione, la pratica dell’innesto, la cura delle viti, la battitura e la raccolta delle castagne, oltre alla valorizzazione di un’ampia varietà di frutti antichi.

Al termine della presentazione, il pubblico ha potuto rivolgere domande al protagonista, condividendo curiosità, conferme e suggerimenti





















