Lecco: la ronda di CasaPound finisce in consiglio. 'Inaccettabile l'idea di una sicurezza privata'

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Non poteva che essere la sicurezza uno dei temi centrali affrontati dal consiglio comunale di lunedì, il primo dopo la pausa estiva e dopo la ronda organizzata in città da esponenti del movimento neofascista CasaPound e del comitato “Remigrazione” e dopo il pestaggio ai danni di uno studente avvenuto venerdì mattina fuori dall’istituto Badoni.
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“Rispetto alla camminata sulla sicurezza organizzata dagli esponenti del comitato Remigrazione e di Casapound, non voglio entrare nel merito delle proposte politiche che non condivido e dalle quali sono distante in maniera siderale, ma ritengo importante la questione istituzionale che questa iniziativa pone - ha detto Mauro Fumagalli (Orizzonte per Lecco) introducendo il tema - Il problema della sicurezza esiste e proprio perché è un problema reale dobbiamo essere molto chiari nella risposta. In uno stato di diritto non può esserci spazio o indulgenza per il fai da te. Il compito di garantire la sicurezza, prevenire i reati e far rispettare la legge è affidato alle istituzioni e alle forze dell’ordine, ciascuno secondo le proprie competenze. Non può essere sostituito da gruppi politici o cittadini che decidono autonomamente di esercitare un controllo sul territorio. È un principio che dobbiamo difendere senza ambiguità. Queste iniziative inquietano anche per il simbolismo che evocano e per le modalità con cui vengono rappresentate. Sulla sicurezza possiamo avere opinioni diverse ma dobbiamo essere dalla stessa parte nel difendere lo stato diritto, nell’alveo della costituzione e delle leggi vigenti”.
Un tema ripreso anche dal dem Stefano Valsecchi: “È in corso una progressiva e pericolosa legittimazione degli aspetti più terrificanti della storia del fascismo e ciò che è accaduto segna un salto di qualità drammatico. La legittimazione retorica si è trasformata in atti concreti che scimmiottano e ripropongono le dinamiche del passato. A Lecco non siamo esenti da un certo tipo di clima e di propaganda ma per noi questo linguaggio e questo comportamento non possono essere accettati: Lecco appartiene ai lecchesi, a una comunità solidale, democratica fondata sui valori della Costituzione. Non possiamo permettere che un tema delicato come quello della sicurezza venga piegato e sfruttato in questo modo per fare propaganda ideologica. Condannate o non condannate senza ambiguità quello che è accaduto nelle nostre strade? Condannate o non condannate la logica dell’autotutela e la deriva delle ronde neofasciste come risposta ai problemi della città? Quali passaggi si intendono promuovere per garantire che lo spazio pubblico della nostra città rimanga un luogo di legalità repubblicano e non il teatro di passeggiate intimidatorie?” ha chiesto alla giunta.

Il collega Pietro Regazzoni ha puntato l’attenzione sull’aggressione del giovane fuori da scuola: “Questa aggressione ci fa preoccupare e riflettere su quella che è oggi l’educazione dei nostri ragazzi, sul percorso nelle scuole, su quello che può essere il ruolo dell’amministrazione. Il video del pestaggio è finito su TikTok e rilanciato da account dell’estrema destra. È necessario intervenire sulla prevenzione, sui presidi educativi, sul lavoro delle scuole legato al bullismo e alla violenza tra pari”.

Anche da destra non sono mancati gli interventi. Paolo Fiocchi, vannacciano del gruppo misto, ha detto di stare “aspettando al varco questa giunta sulla questione sicurezza” perché “tanto si è dibattuto di sicurezza in campagna elettorale e ora si sta creando una situazione kafkiana. Che cosa state facendo e che cosa intendete fare?”.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Gianluca Bezzi ha invitato “ad affrontare il tema con spirito di collaborazione”. “Su un argomento così impattante per i cittadini, per la città e per l’immagine della città, ci vuole il massimo senso di responsabilità” ha aggiunto. La consigliera Greta Gianola della lista civica "Filippo Boscagli Sindaco di Lecco” ha poi proposto di coinvolgere i diretti interessati, i giovani, “affinché siano parte attiva della soluzione”.

A chiudere la discussione sul tema, l’intervento del sindaco Filippo Boscagli: “Per chiunque sia nelle istituzioni l’idea di una sicurezza privata è inaccettabile. Proprio nei giorni scorsi, assieme all’assessore Caterisano, abbiamo ribadito al Cosp - il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica - quelle che sono le priorità dell’amministrazione, che sono state tutte accolte, ovvero: il proseguimento della zona rossa, l’attenzione al problema dei furti nelle abitazioni e l’attivazione dell’operazione Strade sicure. Questo si accompagna alla volontà di aumentare l’organico della Polizia locale e la dotazione di videocamere. La sicurezza è una priorità e vogliamo essere seri, faremo di tutto perché questo tema sia affrontato, consapevoli anche dell’emergenza educativa che l’accompagna”.
M.V.
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