Travolta e abbandonata: due anni senza processo, il caso di Luisa Spreafico in Parlamento
La Giustizia sembrerebbe essersi impantanata e così la tragica fine di Luisa Emilia Spreafico, la malgratese, Presidente del Movimento Terza Età, mancata a 69 anni nel giugno di due anni fa dopo essere stata travolta e abbandonata lungo la sp58 a Galbiate, approderà in Parlamento.
L'onorevole Maria Chiara Gadda (Italia Viva), ha presentato, infatti, in data 6 giugno 2026, un'interrogazione a risposta scritta al Ministro della Giustizia lamentando il mancato esercizio, a due anni dai fatti, dell'azione penale con la richiesta di rinvio a giudizio né per la donna indagata quale presunta conducente dalla vettura che ha travolto la pensionata per poi allontanarsi senza prestare soccorso né del marito di quest'ultima tacciato invece, dalla Procura, di favoreggiamento personale.

Nello specifico, la parlamentare chiede a Carlo Nordio, "quali elementi informativi intenda acquisire, nel rispetto dell'autonomia della magistratura, sui tempi di trattazione del procedimento penale relativo alla morte della signora Spreafico; quali siano i dati relativi alla dotazione organica di magistrati e personale amministrativo degli uffici giudiziari del circondario di Lecco, ai posti coperti e alle scoperture, e quali iniziative intenda assumere per garantire risorse adeguate alla ragionevole durata dei processi; quali iniziative di competenza, anche normative, intenda promuovere per assicurare su tutto il territorio nazionale tempi di definizione dei procedimenti per omicidio stradale coerenti con la gravità del fenomeno e con il diritto delle vittime a un accertamento tempestivo".
Già a giugno 2025, ad un anno dalla morte della madre, il figlio della donna era intervenuto pubblicamente per chiedere Giustizia. Ora a distanza sostanzialmente di altri 12 mesi, è la politica a interessarsi della questione.
"Il 24 giugno 2024, lungo la strada provinciale verso la frazione Bartesate, nel Comune di Galbiate, la signora Luisa Emilia Spreafico, veniva travolta a piedi da un'autovettura e sbalzata oltre la barriera laterale; la conducente, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si allontanava senza prestare soccorso né allertare i servizi di emergenza, e la signora Spreafico, ricoverata in condizioni gravissime presso l'ospedale "Alessandro Manzoni" di Lecco, decedeva il 26 giugno 2024; a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco, venivano iscritte nel registro degli indagati una donna, per omicidio stradale aggravato dalla fuga del conducente, e il coniuge, per favoreggiamento personale; a quasi due anni di distanza, e nonostante numerosi accertamenti tecnici – perizia cinematica, autopsia e accertamenti forensi sui dispositivi telefonici – non risulta a oggi esercitata l'azione penale mediante richiesta di rinvio a giudizio, mentre il connesso procedimento civile per il risarcimento del danno ha già avuto la prima udienza nel gennaio 2026" così l'onorevele Gadda ricostruisce i passaggi della vicenda. "L'articolo 405 del codice di procedura penale fissa per le indagini preliminari un termine ordinario di sei mesi, prorogabile dal giudice fino a un massimo complessivo di diciotto mesi; secondo le statistiche del Ministero della Giustizia la durata media effettiva delle indagini preliminari condotte dalle procure presso i tribunali si attesta intorno a un anno, sicché la trattazione del procedimento in questione appare eccedere in misura sensibile sia il termine massimo di legge sia la durata media nazionale". Ma non solo. "L'incidentalità stradale con esito mortale - rileva ancora l'esponente di Italia Viva nella sua interrogazione - rappresenta in Italia un'emergenza di rilievo: secondo i dati ISTAT-ACI 2024 si sono registrati 3.030 decessi, di cui 470 pedoni, con gli utenti vulnerabili a costituire il 51,8 per cento delle vittime; con riferimento al territorio, la sola provincia di Lecco ha contato quasi 800 incidenti, oltre 1.000 feriti e 11 vittime, e la cronaca recente registra nella provincia ulteriori casi di omicidio stradale a danno di pedoni; la fattispecie di omicidio stradale di cui all'articolo 589-bis del codice penale e l'aggravante della fuga sono state concepite per assicurare una risposta tempestiva ed effettiva a condotte di particolare gravità, risposta che la dilatazione dei tempi delle indagini – riconducibile anche a carenze di organico e risorse degli uffici giudiziari – rischia di vanificare, con grave pregiudizio per le persone offese". Da qui, nell'interesse dei famigliaria della signora Spreafico in primis ma anche di tutti i cittadini, le richieste al Ministro Nordio.
Con la speranza di smuovere le acque.

L'onorevole Maria Chiara Gadda
L'onorevole Maria Chiara Gadda (Italia Viva), ha presentato, infatti, in data 6 giugno 2026, un'interrogazione a risposta scritta al Ministro della Giustizia lamentando il mancato esercizio, a due anni dai fatti, dell'azione penale con la richiesta di rinvio a giudizio né per la donna indagata quale presunta conducente dalla vettura che ha travolto la pensionata per poi allontanarsi senza prestare soccorso né del marito di quest'ultima tacciato invece, dalla Procura, di favoreggiamento personale.

Una foto scattata il giorno dell'incidente
Nello specifico, la parlamentare chiede a Carlo Nordio, "quali elementi informativi intenda acquisire, nel rispetto dell'autonomia della magistratura, sui tempi di trattazione del procedimento penale relativo alla morte della signora Spreafico; quali siano i dati relativi alla dotazione organica di magistrati e personale amministrativo degli uffici giudiziari del circondario di Lecco, ai posti coperti e alle scoperture, e quali iniziative intenda assumere per garantire risorse adeguate alla ragionevole durata dei processi; quali iniziative di competenza, anche normative, intenda promuovere per assicurare su tutto il territorio nazionale tempi di definizione dei procedimenti per omicidio stradale coerenti con la gravità del fenomeno e con il diritto delle vittime a un accertamento tempestivo".
Già a giugno 2025, ad un anno dalla morte della madre, il figlio della donna era intervenuto pubblicamente per chiedere Giustizia. Ora a distanza sostanzialmente di altri 12 mesi, è la politica a interessarsi della questione.

Luisa Emilia Spreafico
"Il 24 giugno 2024, lungo la strada provinciale verso la frazione Bartesate, nel Comune di Galbiate, la signora Luisa Emilia Spreafico, veniva travolta a piedi da un'autovettura e sbalzata oltre la barriera laterale; la conducente, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si allontanava senza prestare soccorso né allertare i servizi di emergenza, e la signora Spreafico, ricoverata in condizioni gravissime presso l'ospedale "Alessandro Manzoni" di Lecco, decedeva il 26 giugno 2024; a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco, venivano iscritte nel registro degli indagati una donna, per omicidio stradale aggravato dalla fuga del conducente, e il coniuge, per favoreggiamento personale; a quasi due anni di distanza, e nonostante numerosi accertamenti tecnici – perizia cinematica, autopsia e accertamenti forensi sui dispositivi telefonici – non risulta a oggi esercitata l'azione penale mediante richiesta di rinvio a giudizio, mentre il connesso procedimento civile per il risarcimento del danno ha già avuto la prima udienza nel gennaio 2026" così l'onorevele Gadda ricostruisce i passaggi della vicenda. "L'articolo 405 del codice di procedura penale fissa per le indagini preliminari un termine ordinario di sei mesi, prorogabile dal giudice fino a un massimo complessivo di diciotto mesi; secondo le statistiche del Ministero della Giustizia la durata media effettiva delle indagini preliminari condotte dalle procure presso i tribunali si attesta intorno a un anno, sicché la trattazione del procedimento in questione appare eccedere in misura sensibile sia il termine massimo di legge sia la durata media nazionale". Ma non solo. "L'incidentalità stradale con esito mortale - rileva ancora l'esponente di Italia Viva nella sua interrogazione - rappresenta in Italia un'emergenza di rilievo: secondo i dati ISTAT-ACI 2024 si sono registrati 3.030 decessi, di cui 470 pedoni, con gli utenti vulnerabili a costituire il 51,8 per cento delle vittime; con riferimento al territorio, la sola provincia di Lecco ha contato quasi 800 incidenti, oltre 1.000 feriti e 11 vittime, e la cronaca recente registra nella provincia ulteriori casi di omicidio stradale a danno di pedoni; la fattispecie di omicidio stradale di cui all'articolo 589-bis del codice penale e l'aggravante della fuga sono state concepite per assicurare una risposta tempestiva ed effettiva a condotte di particolare gravità, risposta che la dilatazione dei tempi delle indagini – riconducibile anche a carenze di organico e risorse degli uffici giudiziari – rischia di vanificare, con grave pregiudizio per le persone offese". Da qui, nell'interesse dei famigliaria della signora Spreafico in primis ma anche di tutti i cittadini, le richieste al Ministro Nordio.
Con la speranza di smuovere le acque.




















